Ci sono luoghi che ami più di altri! Uno di questi è l’Abetina di Laurenzana, qui prese piede il mio amore per i boschi e per gli abeti bianchi, qui, oltre che sul Pollino, iniziai a cercare sentieri e luoghi da scoprire della mia amata Lucania, terra ricca di bellissime foreste, molto lontana dagli stereotopi dai quali è spesso circondata. Domenica scorsa la giornata era tipicamente invernale (nebbia, vento e freddo) ma era proprio lo scenario adatto per questa indimenticabile esperienza tra luoghi a me cari e familiari. Rimando ai prossimi articoli, la descrizione delle importanti bellezze naturalistiche di questo nucleo di Abete bianco lucano (il più importante dopo il Pollino), questa volta Vi racconterò della meraviglia provata a camminare tra la neve soffice che cadeva mentre procedevamo, circondati da un paesaggio di rara bellezza e che toglieva il fiato: abeti bianchi piegati dalla neve e vestiti di bianco, dai piccoli esemplari quasi spariti tra la coltre bianca ai più grandi e scuri colossi secolari. Ma anche i cerri, i faggi, gli aceri e gli agrifogli e tutti gli altri alberi ed arbusti, avevano un vestito nuovo che in Inverno non avevo potuto apprezzare in precedenza; che piacere è stato camminare nel silenzio ovattato del bosco, con la neve che cadeva leggera ed il vento che ti colpiva….scoprire un grande faggio schiantato dalle bufere, accarezzare la corteccia di un grande abete, meravigliarsi per il grande cerro, padre del bosco, sostare ad ammirare una fonte ricoperta dalla neve e dal ghiaccio, divertirsi ad attraversare un ruscello, sprofondare nelle neve farinosa o ammirare la Cincia bigia tra i cerri o o ascoltare quella mora tra gli abeti…fermarsi a controllare le orme sulla neve fresca per scoprire quale animale fosse. In tutto questo siamo stati favoriti dai lunghi tratti pianeggianti o con lieve pendenza ci hanno permesso di fermarci ad ammirare il bosco e scoprire ad esempio gli alberi che riportano i buchi dei picchi o quelli il cui tronco viene visitato dal Picchio muratore o dal Rampichino comune, alla perenne ricerca di cibo. Ma questo breve racconto è solo una piccola parte di quanto ho provato l’altro giorno, certe emozioni bisogna viverle di persona…. La prima volta all’Abetina con la neve, così io la chiamo affettuosamente, chi la dimenticherà mai?
Qui la mappa su Google Earth:

