Due giorni sul Paratiello.
Il Gruppo speleo Marmo-Platano ci invita per una due giorni di speleologia ed escursionismo tra le bellezze della selvaggia Montagna Grande di Muro Lucano.
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Il Gruppo speleo Marmo-Platano ci invita per una due giorni di speleologia ed escursionismo tra le bellezze della selvaggia Montagna Grande di Muro Lucano.
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Tra le più importanti presenze nel quadro dell’avifauna lucana, un posto di primo piano spetta senza dubbio allo Zigolo capinero (Emberiza melanocephala). Questo rappresentante della famiglia degli zigoli (Emberizidi) è diffuso in alcune aree della Basilicata aventi precise caratteristiche ambientali: scarsa vegetazione arborea, diffusa presenza di ambienti di macchia (in particolare lentischeti) zone calanchive inframezzate a campi di cereali condotti con metodi estensivi e bordate da siepi ed alberi sparsi, insomma un ambiente a “mosaico”, vario e con un clima arido e secco, che ricorda molto da vicino quello orginario di questa specie, vale a dire alcune aree dell’India e dell’Asia sudorientale. In Europa questa specie raggiunge per la nidificazione alcune aree dei balcani ed in piccola parte anche l’Italia (soprattutto il centro-sud) tra le quali spiccano proprio la Basilicata, con densità molto più alte rispetto rispetto ad altre zone nelle quali è pur presente in maniera significativa. Il maschio è dotato di un cappuccio nero molto evidente (da cui il nome) da un mantello rosso e da parti inferiori gialle; la femmina, invece, è dotata di un cappuccio grigiastro e colori più smorti. Il canto territoriale del maschio, gradevole, musicale e dotato di gorgheggi (a differenza degli altri zigoli) viene emesso da posatoi ben vista come lentischi o filliree ma anche fili della corrente o piccoli alberi e pali di recinzione, rendendo questa specie abbastanza riconoscibile e visibile. I fitti cespugli della macchia mediterranea, soprattuto i folti lentischi, sono invece utilizzati per la nidificazione. Le aree in cui è maggiormente presente coincidono con quelle del futuro parco regionale dei calanchi lucani, che si spera possa essere istituito nel più breve tempo possibile, e sono: la zona tra Tursi e Montalbano ionico, quella tra San Mauro Forte, Ferrandina e Craco, ma anche quella tra Senise, Sant’Arcangelo e Colobraro, nonchè di alcune aree della Fossa Bradanica al confine con la Puglia. Che bello averlo visto ed ascoltato nello splendido scenario dei calanchi! Per un approfondimento si rimanda ad un interessante articolo del naturalista ed ornitologo Egidio Fulco (Un mediorientale in vista in Basilicata: Lo Zigolo capinero). Per l’articolo clicca qui
Il canto dello Zigolo capinero tra i calanchi di San Mauro Forte:
Zigolo capinero San Mauro Forte
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Le prime due uscite del mese di Maggio sono state dedicate alla scoperta di nuovo angoli del Parco nazionale dell’Appennino lucano, tra le valli del Camastra e l’Alta Valle dell’Agri nei territori comunali di Calvello, Marsico nuovo, Marsico vetere, Abriola e Sasso di Castalda. Questo periodo è senza dubbio uno dei più belli ed interessanti per camminare tra boschi e praterie in fiore, la Primavera risveglia la Natura che si accende dei tenui colori delle faggete tappezzate da estese formazioni di Aglio orsino. La visita al magnifico Bosco Raimondo, ai suoi faggi colonnari, ai tassi ed agli agrifogli dal colore verde cupo, resterà memorabile per l’avvistamento della preziosa Balia dal collare, un piccolo passeriforme migratore che dall’Africa subsahariana ritorna in Basilicata per nidificare nelle nostre migliori foreste di faggio e cerro; oppure l’emozionante canto del Picchio rosso mezzano che eccheggia nei boschi del Monte Arioso, ma anche la splendida Fritillaria sui pascoli del Monte Calvelluzzo. Bellissimo anche il Bosco della Lama, ricco di vetusti cerri e faggi e dal fittissimo sottobosco di agrifogli. Interessanti anche gli antichi rimboschimenti, che oltre ad aver svolto un importante ruolo di protezione del suolo, ospitano oggigiorno un’avifauna legata alle conifere. Ricorderò anche il bellissimo Luì verde che con il suo caratteristico trillo è di casa tra le spettacolari faggete di quest’area della Basilicata oppure il delicato e dolce canto della piccola Cincia mora. Per non dimenticare la Rana appenninica che “nuotava” tra le pozze di un tranquillo angolo di bosco e le tante colorate orchidee che assieme a narcisi e anemoni dell’Appennino colorano i prati ed i pascoli.
La splendida Balia dal collare nel fantastico Bosco Raimondo.
Balia dal collare Bosco Raimondo
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Un’interessante iniziativa del Corpo forestale dello Stato in collaborazione con lo Studio Milvus del dott. Egidio Fulco esperto naturalista ed ornitologo lucano. La ricerca mira a studiare le migrazioni dei piccoli passeriformi presso la Foce del Bradano, area protetta da una riserva naturale dello stato, da un Sito d’ Importanza comunitaria nonchè interessata da un progetto LIFE del Corpo forestale dello Stato volto alla tutela ed al miglioramento degli ambienti naturali di questa importante area costiera. Un’altra meritevole iniziativa scientifica volta a far conoscere la Natura della nostra Basilicata.
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Domenica 11 Aprile 2010. Questa giornata è stata l’occasione per una buona azione; ero infatti sulla Murgia Materana per un breve giretto in compagnia degli amici Mirella e Alfredo e nonostante il tempo non proprio dei migliori, volevamo fare qualche osservazione ornitologica e magari qualche foto alle tante orchidee che in questo periodo tappezzano l’altopiano. In corrispondenza di una recinzione abbiamo però notato una femmina di Gheppio (Falco tinnunculus) in evidente difficoltà (cercava di nascondersi dietro alcuni cespugli ma più che volare, camminava velocemente riuscendo a sollevarsi di poco dal suolo). Dopo diversi tentativi non riusciti, avevamo perso la speranza di poterla soccorrere, ma la nostra perseverenza, un po’ di fortuna e soprattutto la voglia di aiutare questo simpatico esemplare, che guardandoci da dietro la recinzione, in fondo quasi chiedeva il nostro aiuto….ha fatto sì che la potessimo recuperare nonostante la mancanza di mezzi adeguati. Affidata alle amorevoli e competenti cure di personale specializzato (presentava una ferita all’ala sinistra ed un evidente denutrimento) speriamo tutti che possa riacquistare presto una buona salute e soprattutto la libertà. Se trovate un uccello in difficoltà ricordatevi che si tratta di un bene indisponibile dello Stato, quindi non può essere detenuto se non per il periodo strettamente necessario a prestare le prime cure, e che successivamente va affidato nel più breve tempo possibile agli organi di vigilanza territoriale come il Corpo forestale dello Stato o i corpi di polizia provinciale che provvederanno a consegnarlo al più vicino centro di recupero per la fauna selvatica.
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