Il Fungo dell’Esca.
Il Fungo dell’Esca (Fomes fomentarius) è una bella specie parassita di faggi e querce (cerri in particolare ) che incontro spesso nelle mie escursioni per i boschi lucani, sopratutto quelli meglio conservati, pochi ormai, dove sopravvivono i grandi alberi che una volta era facile incontrare nella nostra regione, vestusti cerri e possenti faggi ultrasecolari che naturalmente morivano dopo secoli di vita, luogo ideale per questa bella specie che vive proprio a carico dei soggetti indeboliti dal tempo e dalle malattie. Come altre specie simili, viene anche chiamato fungo a mensola proprio per la caratteristica forma e per il fatto di vivere sui tronchi degli alberi (può raggiungere anche i 50 cm di diametro). Di consistenza legnosa, è anche commestibile, ma proprio per la durezza dei suoi tessuti non è usato per scopi alimentari. Più interessanti sono i suoi utilizzi, soprattutti passati, infatti, questa bellissima specie, ornamento degli alberi secolari, morti o in via di decadimento e simbolo delle foreste naturali, ha molto da raccontarci; l’Uomo nel passato lo utilizzava come esca per accendere rudimentali fuochi (il nome latino fomes vuol dire proprio Esca e nel “bagaglio” di Otzi, l’Uomo di Similaun, ne sono stati trovati dei piccoli pezzi) ma anche come anti emorragico e persino come affilatore di lame. Interessantissimo il cosìddetto fenomeno del Geotropismo, quando il fungo cade al suolo assieme al tronco o al ramo dell’albero parassitato, continua a vivere trasformandosi in saprofita (cioè vive a spese del legno morto) e per far si che le spore possano essere diffuse, il fungo fa in modo che la parte fertile sia sempre parallela al suolo, rigirandosi e cambiando direzione, come dimostrato anche dalla mia foto. Grazie Natura.

