Tra le specie dell’avifauna presenti in Basilicata, il Picchio rosso mezzano ha sicuramente un posto di primo piano per la rarità e l’importanza che tale picide riviste all’interno di questa pur interessante famiglia di uccelli. Presente dal Vulture fino al Pollino, il Picchio rosso mezzano (Dendrocopos medius) è diffuso in diverse foreste lucane, in prevalenza boschi di Cerro, ma anche cerrete miste a Faggio ed Abete bianco (Pollino e Laurenzana). Denominatore comune di queste aree boschive è comunque una struttura forestale che conservi una certa naturalità, con la presenza di piante secolari o sufficientemente mature sulle quali questo picide può trovare il necessario nutrimento durante tutto l’anno. Fattore importante è anche la presenza di piante marcescenti o secche nelle quali questo bellissimo e timido picchio può scavare i fori di nidificazione (uno per ogni anno a volte utilizzando la stessa pianta) visto che non è dotato di un becco particolarmente forte per scavare su piante vive. Essenzialmente legata alle grandi estensioni di querce delle quali la Basilicata è ancora ricca e sulle quali riesce a trovare gli insetti di cui si nutre, il Picchio rosso mezzano può essere facilmente individuato nel periodo riproduttivo (di solito da Gennaio a Giugno) quando emette il caratteristico “canto” un tipico lamento che ad un orecchio poco esperto può ricordare quello di un rapace (traducibile in un cuaeae). Altro verso caratteristico è il tipico e lento ghe-ghe-ghe emesso tutto l’anno ben diverso dalle vocalizzazioni di altri picchi. Una singolare abitudine del Picchio rosso del mezzano, è la quasi totale mancanza del tambureggiamento come mezzo di delimitazione del territorio (diversamente dagli altri picchi rossi), inoltre il becco non particolarmente forte serve più per ricercare gli insetti di cui si nutre sulle cortecce evitando quelli che invece vivono all’interno del legno (a tal proposito le piante devono avere cortecce rugose come ad esempio quelle delle querce più vetuste sulle quali spesso si posa orizzontalemnte assumendo atteggiamenti più da passeriformne che da picchio). Sebbene in apparenza simile al Picchio rosso maggiore, se ne distingue per alcune precise caratteristiche: innanzitutto dimensioni leggermente inferiori, vertice interamente rosso (nel maschio le piume del capo vengono spesso sollevate quando allarmato), guance tutte bianche con fascia auricolare incompleta, becco più corto e sottile, sottocoda rosa chiaro, spalline bianche più piccole e strette ed infine pancia e parti laterali striate. I sessi sono simili. In molte zone d’Italia è una specie rarissima o addirittura scomparsa a causa della distruzione degli ambienti naturali di cui questa specie ha bisogno per sopravvivere. Alcune popolazioni sopravvivono nell’Appennino centro-meridionale in particolare sul Gargano ed in Basilicata dove, almeno nelle foreste più naturali e meglio conservate non passa inosservato, anzi risulta più comune e diffuso di altri picidi. Il Picchio rosso mezzano, una preziosa testimonianza di foreste di altri tempi, sempre più rare ed introvabili, un motivo in più per difenderle. Il mio picchio preferito!
Picchio rosso mezzano allarme Montepiano
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