Un’altra bellissima giornata trascorsa con le racchette da neve, questa volta tra il Monte Volturino ed il Monte Saraceno nel territorio di Calvello (PZ) nel tratto compreso tra le sorgenti di Colantonio e la zona di Lago Cifone, all’interno di splendide faggete arricchite da agrifogli, tassi, aceri, cerri e carpini, ma anche tra pianori e belle formazioni rocciose, ruscelli e ferrovie!!! Si, ferrovie, infatti una parte del percorso (circa 1,5 Km) ha seguito il vecchio tracciato di una piccola ferrovia del tipo “Decauville”, costruita durante gli anni ’20 del secolo scorso e che univa il Bosco Autiero al Fosso Varlanza (il primo tratto fino al Lago Cifone prendeva il nome di Binario di Sotto, quello lungo i fianchi del Volturino, invece, era il cosiddetto Binario di Sopra). Il nome di questo genere di ferrovie mobili, vere e proprie testimonianze di archeologia industriale, deriva dal nome del francese Paul Decauville (1846-1922) a cui si deve l’ideazione di queste strutture molto agili e facili da montare e smontare, utilizzate nel settore minerario ed edile, ma anche in quello dello sfruttamento delle foreste. Le ferrovie a scartamento ridotto (erano larghe non più di 60 cm.) furono costruite in luoghi a volte impervi ed inaccessbili sfruttando il più delle volte le curve di livello, in luoghi davvero impensabili per i nostri giorni. Altre e più note testimonianze di queste ferrovie nell’Italia meridionale le ritroviamo sul Gargano, Pollino, Monti di Orsomarso e la Sila (Bosco del Gariglione). I convogli erano trainati da piccole locomotive in genere alimentate a diesel, ma anche a vapore o elettricità (a volte però anche da muli) lungo tracciati con pendenze molto limitate e con poche ed essenziali opere accessorie, al massimo venivano costruite opere di sostegno lungo i punti più delicati, come muretti in pietra o piccoli ponti; le traversine erano di solito in legno di quercia ed erano distanti tra di loro 80-100 cm. Altro probabile toponimo testimone dell’intenso sfruttamento delle foreste del Volturino, è quello della località “Il Bilico” posto ai piedi della Serra di Calvello, probabilmente era la zona in cui sostavano i carrelli che trasportavano i tronchi di faggio, i bilici, vale a dire i piccoli vagoni basculanti oppure, altra ipotesi, era la località nella quale avveniva la pesatura del legname. In Basilicata l’opera di questo tipo più famosa è la Rueping, il percorso ferroviario che da Piano Iannace arrivava fino al Piano di Cardone in territorio di Terranova di Pollino. Resta il fatto che il Binario di Sopra è un itinerario escursionistico tra i più belli e suggestivi del Parco nazionale dell’Appennino lucano. In Primavera non vedo l’ora di tornarci….

