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I Calanchi di Aliano

mar 30

Prima esplorazione in questa zona, che immaginavo “piatta”, anche se indubbiamente fascinosa. Mi rappresentavo distese di argille abbacinanti, stradine polverose perse un po’ nel nulla, un paesaggio allettante nella e per la sua “miseria”.
Invece mi ha stupito la molteplicità di forme che la terra dei calanchi può concedere. Il susseguirsi di creste acuminate e piane verdissime,  di cuspidi talvolta candide talvolta arrossate, di strapiombi impressionanti; l’alternanza di incisioni nettissime e di morbide biancane, i terrazzi sabbiosi, dai quali si poteva scorgere l’intera Valle dell’Agri e, in lontananza,  il massiccio del Pollino e le sue vette innevate.
L’ospitalità di Masseria Calvello è qualcosa che solo nel cuore genuino della Lucania si può trovare, il richiamo alla semplicità di una stretta di mano benaugurante e di un bicchier di vino rosso.
Nella umile vastità di questo paesaggio si incastonavano, qui e là, mirabili gemme: la Ophrys tarentina, ormai non più appannaggio esclusivo delle pinete ioniche; la Moricandia arvensis, splendida crocifera, il volo dei bianconi in corteggiamento, le loro evoluzioni amorose altissime nel cielo, l’armoniosa risolutezza con cui si afferravano per gli artigli; i rugosi ulivi plurisecolari intorno a Masseria Panevino e l’incontro ravvicinato col Nibbio reale nell’abitato di Aliano. Qui, infine, si ripercorrono le tappe del triste confino di Carlo Levi, respirando ancora l’aria immutabile di un isolamento che non può essere del tutto sconveniente.

Un grazie ad Adriano per la sua guida, oltre che sapiente guida.

Mirella Campochiaro

[Visualizza con PicLens]
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3 Comments

  1. Adriano on marzo 30th, 2010

    Grazie Mirella ed agli amici che mi hanno fatto compagnia tra questi affascinanti ambienti…

    Adriano

  2. indio on marzo 31st, 2010

    I calanchi sono parte di un paesaggio che mi ha sempre affascinato. E’ l’ambiente desertico e desolato che suscita interesse nel visitatore, accanto al quello agreste del mondo contadino, con i campi di grano e gli uliveti. Un paesaggio del tutto peculiare che solo la Basilicata può vantare.

  3. Vilmer on marzo 31st, 2010

    Bello l’articolo e le foto, brutto il fatto di non poter essere venuto con voi…
    Speriamo in prossime occasioni!



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