Costa ionica.
Domenica 22 Marzo 2009. La costa ionica lucana riserva davvero tante sorprese al naturalista: le pinete artificiali create per difendere l’entroterra dall’erosione marina, le splendide dune sabbiose, le foci dei fiumi, gli stagni salmastri, i salicornieti, i canali artificiali. In questo periodo di transizione tra l’inverno e la primavera, sono osservabili davvero tante specie: anatidi, rallidi, passeriformi, rapaci, ardeidi. Oggi ad esempio ho visto le prime rondini ed i primi rondoni, le beccacce di mare sul litorale, tanti falchi di palude, i Piro Piro culbianco negli stagni, tanti foltissimi stormi di fanelli, un Martin pescatore in caccia alla foce del Cavone, le gallinelle d’acqua, la Cutrettola, il Falco pellegrino, insomma un tripudio di avifauna. Nelle pinete le prime ofridi della stagione delle orchidee. Tutte le foci dei fiumi sono tutelate come SIC (Siti d’Importanza Comunitaria) ma la costa ionica non è solo Natura, ma anche Storia, sono infatti ancora presenti le torri di avvistamento a difesa dell’entroterra, come questa in territorio di Scanzano ionico.

