Monte Zàccana.
Tra le escursioni di questa estate 2010, senza dubbio una delle più interessanti è stata quella effettuata sul Monte Zàccana nel Parco nazionale del Pollino, in territorio di Castelluccio superiore (PZ) a cavallo tra le valli del Sinni e del Mercure. Vetta poco conosciuta sia dal punto di vista escursionistico che naturalistico, rappresenta senz’altro una delle perle del Pollino assieme al vicino Monte La Spina con la quale forma un unico massiccio montano, nonchè una delle più interessanti aree wilderness della Basilicata. Compresa nella Zona 1 del parco ed in futuro, seppur pazialmente, nell’area di tutela integrale, raggiunge i 1.580 metri sul livello del mare, ed è ricoperta quasi interamente da belle faggete a cui si associano aceri di varie specie (lobel, d’Ungheria e montano) ma anche il Maggiociondolo alpino, il Salicone, querce, tra cui la rara Quercia di dalechamp ma anche rare orchidee come la Epipactis schubertiorum, arbusti come la Daphne spatolata, il Caprifoglio alpino ed il Ramno alpino. La fauna vede la presenza del Lupo, le cui tracce abbiamo potuto constatare direttamente durante l’escursione. L’avifauna forestale vede la presenza della Cincia bigia, del Rampichino alpestre e dei picchi (rosso maggiore e verde) ma chissà quante sorprese ci potrà riservare tale area, d’altronde poco studiata e conosciuta, nonostante si tratti di un Sito di importanza comunitaria e faccia parte di un’area protetta nazionale. Ad arricchire ancor di più questa montagna, vi è la presenza del Pino loricato, infatti, qui e sul Monte La Spina, a differenza del vicino massiccio del Pollino, sono pochi gli esemplari secolari che si rifugiano sulle pareti rocciose; la famosa conifera venuta dall’oriente forma su queste selvagge montagne, quasi dei boschi, in alcuni casi puri e dotati di grande vigore ed elevati tassi di crescita, in parte favoriti dalla morfologia accidentata, ma sopratutto dalla diminuizione del pascolo e da alcuni fattori, quali un grande incendio del 1948 che durato più di un mese, ha favorito il pino sul faggio, che stenta ad insediarsi sulle nude e rocciose pendici, dove invece questa bellissima conifera si inserisce a gruppi ed a strisce scendendo fino a quote molto basse (circa 800 mt.slm). Non di meno importanti sono i fenomeni carsici, con doline ed inghiottitoi, favoriti dalla natura calcareo-dolomitica del massiccio montuoso e dal microclima fresco e molto piovoso. Ai piedi della montagna, in zone private del manto forestale, ci sono suggestivi e bianchissimi calanchi che scavano profondi solchi tra rocce più tenere. Qui, in un paesaggio quasi lunare, tra macchie di lecci, faggi, pini loricati, ginepri, aceri, carpini, ontani e querce, vive la bellissima Epipactis atropurpurea, una rara orchidea che vegeta direttamente su suolo minerale. Poco lontano dal Monte Zàccana e posta in una suggestiva posizione che domina la valle del Mercure, si trova la piccola cappella della Madonna del Soccorso, meta di un periodico pellegrinaggio da parte degli abitanti di Castelluccio superiore, che raggiungono la montagna attraverso un antico percorso.

