• Home
  • Chi Sono
  • Contatti
  • Attività
  • Fotografie
  • Audio
  • Video
  • Documenti
  • Libro degli ospiti
  • Calendario escursioni

Categoria ‘Articoli Natura’

set 21

La Linaria dalmatica.

Ogni tanto le escursioni riservano grandi ed inaspettate sorprese. E’ quello che mi è capitato alcuni giorni fa’,  durante un’uscita nella Foresta di Gallipoli nel Parco regionale di Gallipoli-Cognato e Piccole Dolomiti lucane. Arrivato in cima ad una vetta della foresta, la mia attenzione è stata attirata da un bel fiore giallo che spiccava tra le fessure delle rocce, pochi attimi di riflessione, ed ho capito che avevo trovato la Linaria dalmatica, una rarissima specie diffusa in Europa sud-orientale e Balcani, e presente in Italia in pochissime località del meridione. La maggior parte di questi siti è situato in Basilicata ed in particolare in quest’area protetta, tanto che nella penisola è considerata a rischio d’estinzione. Alta fino ad un metro e con fusto eretto, ha foglie dall’apice acuto che abbracciano il fusto (amplessicauli). I fiori gialli, che compaiono generalmente tra Giugno e Luglio, sono sorretti da un peduncolo lungo circa 1,5 cm. Questa bellissima pianta vive tra i 300 mt. e 1.000 mt.s.l.m. ed anche oltre, in luoghi rupestri o soggetti a frane e dissesti del terreno.

[Visualizza con PicLens]
linaria-dalmatica
set 05

Il Garofano del Vulture.

Specie endemica dell’Italia meridionale (è diffusa in Abruzzo, Campania, Puglia e Calabria, oltre che in Basilicata) deve il suo nome alla scoperta e classificazione da parte dei famosi botanici napoletani Tenore e Gussone avvenuta nel 1843. Questa graziosa cariofillacea è una rara sottospecie del più comune Garofano selvatico, dal quale si distingue in particolare per i petali di un viola scuro, altra caratteristica sono gli stessi fiori riuniti in densi fascetti apicali. Le foglie del fusto sono lineari.Vegeta in aree caratterizzate da prati aridi e sassosi, ma anche in boschi radi, in particolare di querce e su suoli di natura silicea. In Basilicata è diffuso soprattutto nel comprensorio delle Piccole Dolomiti lucane (durante le mie escursioni ho recentemente individuato due nuovi siti) e nella Foresta demaniale di Gallipoli-Cognato. E’ inoltre presente sui monti che circondano Pignola. Tra Giugno e Settembre allieta con le sue fioriture  alcuni monti e boschi lucani, anche se la scomparsa degli ambienti in cui vive, pone la specie in una situazione di vulnerabilità, tant’è che in alcune stazioni dove una volta era segnalato, potrebbe non essere più presente.

 

[Visualizza con PicLens]
garofano-del-vulture

 

ago 03

La Rovere meridionale.

La Rovere meridionale (Quercus petraea ssp.austrotyrrhenica) è una bellissima quercia presente in Basilicata con la sottospecie endemica del Sud Italia (diffusa in particolare in Sicilia settentrionale e Calabria meridionale). Questo possente albero è presente in poche aree dell’Appennino lucano (personalmente l’ho rinvenuta nella Foresta demaniale di Gallipoli-Cognato a Monte Croccia, Monte Malerba e Costa la Rossa) in siti impervi e rocciosi, costituiti da arenarie del Miocene (la specie predilige suoli ben drenati, sciolti e freschi rifuggendo dalle aree argillose di fondovalle) necessita, inoltre, di un alto tenore d’umidità atmosferica, risalendo per questo dalle cerrete montane fino alla fascia inferiore del Faggio, intorno ai 1400-1500 metri di altitudine. Altre località dove l’ho potuta ammirare, sono: la Foresta regionale di Fieghi-Cerreto, il Bosco di Montepiano ed il Bosco di Fonti, nonchè sulla Serra di Calvello nel Parco nazionale dell’Appennino lucano. Si tratta di una pianta molto localizzata che vive isolata o in piccoli gruppi e che quindi passa spesso inosservata, nonostante la bellezza  ed imponenza degli esemplari rimasti (può arrivare a 30 metri di altezza). Caratteri distintivi sono le foglie di un verde scuro e con lobi arrotondati, più larghe al centro e leggermente pubescenti sulla pagina inferiore, dotate della caratteritisca base cuneata e con picciolo non molto lungo. Le ghiande sono isolate e  praticamente sessili (cioè direttamente attaccate ai rametti)  lunghe 2-3 cm. e con cupola scura che la riveste per circa 1/3. La corteccia ha colore grigio chiaro a volte con sfumature rosa, con fessurazioni lunghe ed a reticolo e quasi sempre ricoperta da muschi. Secondo il botanico Gavioli, i boscaioli lucani la chiamavano Eschia o Isca, un toponimo in effetti ancora presente in particolare lungo i fiumi ed i torrenti della nostra regione, a ricordo di una maggiore presenza passata.

[Visualizza con PicLens]
rovere-meridionale
lug 15

Pollino fantastico.

Al link sotto indicato potrete ammirare alcune splendide fotografie in bianco e nero che ho ritrovato su internet. Sono prese dal sito della Biblioteca di Zurigo e ritraggono alcuni angoli del Pollino e del vicino Monte Sparviere, tra Basilicata e Calabria. Molte delle foto risalgono agli anni ’30 e sono state scattate dal fotografo Ludi W. quando il Pollino era già stato oggetto di pesanti devastazioni ambientali, con la distruzione di molte delle sue foreste più belle. Nel contempo, però, si possono ammirare alcuni luoghi ancora non toccati dalla mano dell’Uomo e zone allora completamente spoglie che oggi sono invece ricoperte dalla vegetazione. Le foto, inoltre, documentano il lavoro dei carbonai, delle segherie  e delle teleferiche per il trasporto del legname, ma anche quello della Milizia forestale fascista, l’antesignana del Corpo forestale dello Stato. Ci sono anche mulattieri e boscaioli e gli abitanti di sperdute masserie di montagna, baracche e rifugi di forestali. Protagoniste assolute, però, sono le foreste del Pollino e la loro eterna bellezza.

 

http://www.e-pics.ethz.ch/index/ETHBIB.Bildarchiv/ETHBIB.Bildarchiv_Dia_282-5153_63928.html

giu 20

L’Acero di Lobel.

E’ il simbolo di questo sito, nonchè il mio albero preferito, anche se ha una nutrita concorrenza, devo dire…. Bellissimo ed elegante,  è diffuso dall’Abruzzo meridionale (Maiella) sino alla Calabria centrale (Sila) rappresentando un endemismo dell’Italia meridionale nonchè l’unico albero veramente esclusivo della penisola, se si esclude l’Ontano napoletano, che però ha un areale più esteso ed è presente anche in Corsica. L’Acero di Lobel (Acer lobelii) è stato classificato come specie dal famoso botanico napoletano Michele Tenore durante le sue esplorazioni nel regno delle Due Sicilie (alcuni autori lo ritengono una sottospecie dell’Acero di Cappadocia). Fu  dedicato a Mathias de Lobel, medico e botanico fiammingo vissuto tra il XVI ed il XVII secolo. L’habitat prediletto da questo acero è sia quello delle cerrete più fresche sia delle faggete, in particolare quelle di forra o di versante, con suoli profondi e freschi, pur riuscendo a vegetare anche su rupi e pareti rocciose, denotando così il suo carattere pioniero, in luoghi dove gli altri aceri non riescono a crescere. In Basilicata è possibile trovarlo dal Vulture sino al Pollino, in provincia di Potenza, mentre in quella di Matera, lo si può rinvenire nella Foresta di Gallipoli-Cognato. Facilmente distinguibile per le magnifiche foglie lucide e di un verde intenso, con i caratteristici lobi appuntiti e con i margini lisci, la corteccia da giovane è verde e percorsa da sottili striature, mentre da adulta tende a fessurarsi ed a scurirsi, diventando quasi nerastra (sugli esemplari più annosi vivono alcuni caratteristici licheni, come la rara e bella Lobaria pulmonaria). Il tronco è diritto, anche quando vive su ghiaioni o rupi. La sua convivenza con il Faggio  ha portato all’istituzione dell’associazione Aceri lobelii-Fagetum mentre sul Pollino  e nei boschi di Laurenzana e Ruoti, vegeta assieme all’Abete bianco, dando vita a stupendi boschi misti. E’ la perla delle foreste e dei monti lucani.

[Visualizza con PicLens]
acer-lobelii
« Newer Posts | Older Posts »


  • Menù
    • Calendario escursioni
    • Abbigliamento ed attrezzatura
    • Il Galateo dell’escursionista
    • La Guida escursionistica ed ambientale
    • Le Aree protette della Basilicata
    • Scala delle difficoltà
  • Articoli
    • Articoli Natura (19)
    • Comunicati Stampa (2)
    • Diario delle Escursioni (22)
    • Notizie Ambiente (3)
    • Varie (5)
  • Ultimi commenti
    • Vilmer su Lo Zigolo capinero.
    • Giusy su Libro degli ospiti
    • gerardo ferrara su Calendario escursioni
    • Vilmer su I Calanchi di Aliano
    • indio su I Calanchi di Aliano
  • Gallery
    epipactis-helleborine-24 fiume-bradano.jpg libellula-al-torrente-misegna (Calopteryx haemmorrhoidalis) Corbezzolo.jpg picchio-muraiolo-di-castelmezzano garzetta5 nibbio-reale-2 rondine-comune grillaio-maschio
  • Ultimi Video
    Get the Flash Player to see the wordTube Media Player.
  • Links
    • A.I.G.A.E.
    • Abies World
    • Argonauti
    • Associazione Falco Naumanni
    • C.A.I. Potenza
    • Corpo Forestale dello Stato
    • Matera Natura
    • O.L.A.
    • Parks
    • Studio Milvus
    • Wood Peckers of Europe
  • Previsioni del Tempo
  • Archivio
  • Feed RSS



  • Home
  • Chi Sono
  • Contatti
  • Attività
  • Fotografie
  • Audio
  • Video
  • Documenti
  • Libro degli ospiti
  • Calendario escursioni

© Copyright Seguilsentiero – Escursioni naturalistiche in Basilicata - P. IVA 01183780772 - Tutti i diritti riservati.
Creato con Wordpress. Tema di FTL, modificato da Angioletto. Dai tipi dell'Istituto Geografico Militare (autorizzazione n. 6474 datata 09.02.2009).

Torna su!