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lug 23

Averla capirossa nidificante.

Il 22 Luglio 2010 è stato il giorno per un’altra bella scoperta, questa volta nel Parco regionale della Murgia Materana; una coppia di Averla capirossa (Lanius senator) una delle tre specie di averle nidificanti in Basilicata, le altre due sono l’Averla piccola e l’Averla cenerina. Questa bella specie,  oramai sempre più rara anche da noi, è caratterizzata da coda lunga, parti superiori nere con evidenti “spalline” bianche  e dalla parte superiore della testa rossa (nella femmina tale colore è  leggermente meno brillante) mentre il giovane dell’anno è caratterizzato da fitte barrature e dalla mancanza di rosso sulla testa. Tipico, come gli altri rappresentanti di questo genere, è il becco dotato di punta incurvata verso il basso utilizzato per catturare grossi invertebrati di cui si nutre e che spesso vengono infilzati ai rami spinosi di arbusti come rose canine, prugnoli o biancospini, utilizzati anche come posatoi di caccia e siti di nidificazione e che diventano veri e propri magazzini dove poter successivamente utilizzare quanto cacciato in precedenza. L’Averla capirossa è uno di quegli uccelli tipici di ambienti sempre più rari in Europa, frequenta infatti, ambienti ecotonali, cioè di transizione come piccoli boschetti, siepi, frutteti, circondati da zone più aperte in cui cacciare. Tali habitats naturali  sono purtroppo sempre più  minacciati da vari fattori, come la loro modificazione,  ma anche da altri pericoli, quali l’abbandono delle campagne oppure un utilizzo troppo intensivo delle colture agricole che spesso influiscono negativamente sulle popolazioni di averle.  Aver trovato una coppia che nidifica nell’area della Murgia materana è senza dubbio un segnale incoraggiante e che fa ben sperare per il futuro, visto che in mancanza di fattori di disturbo questa piccola averla mostra alta fedeltà al sito di riproduzione. L’Averla capirossa sverna in Africa a Sud del Sahara e ritorna da noi per nidificare tra Marzo e Maggio.

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giu 14

Due giorni sul Paratiello.

Il Gruppo speleo Marmo-Platano ci invita per una due giorni di speleologia ed escursionismo tra le bellezze della selvaggia Montagna Grande di Muro Lucano.

Scarica il programma cliccando qui

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giu 14

Lo Zigolo capinero.

Tra le più importanti presenze nel quadro dell’avifauna lucana, un posto di primo piano spetta senza dubbio allo Zigolo capinero (Emberiza melanocephala). Questo rappresentante della famiglia degli zigoli (Emberizidi) è diffuso in alcune aree della Basilicata aventi precise caratteristiche ambientali: scarsa vegetazione arborea, diffusa presenza di ambienti di macchia (in particolare lentischeti) zone calanchive inframezzate a campi di cereali condotti con metodi estensivi  e bordate da siepi ed alberi sparsi, insomma un ambiente a “mosaico”, vario e con un clima arido e secco, che ricorda molto da vicino quello orginario di questa specie, vale a dire alcune aree dell’India e dell’Asia sudorientale.  In Europa questa specie raggiunge per la nidificazione alcune aree dei balcani ed in piccola parte anche l’Italia (soprattutto il centro-sud) tra le quali spiccano proprio la Basilicata, con densità molto più alte rispetto rispetto ad altre zone nelle quali è pur presente in maniera significativa. Il maschio è dotato di un cappuccio nero molto evidente (da cui il nome) da un mantello rosso e da parti inferiori gialle; la femmina, invece, è dotata di un cappuccio grigiastro e colori più smorti. Il canto territoriale del maschio, gradevole, musicale e dotato di gorgheggi  (a differenza degli altri zigoli) viene emesso da posatoi ben vista come lentischi o filliree ma anche fili della corrente o piccoli alberi e pali di recinzione, rendendo questa specie abbastanza riconoscibile e visibile. I fitti cespugli della macchia mediterranea, soprattuto i folti lentischi, sono invece utilizzati per la nidificazione. Le aree in cui è maggiormente presente coincidono con quelle del futuro parco regionale dei calanchi lucani, che si spera possa essere istituito nel più breve tempo possibile, e sono: la zona tra Tursi e Montalbano ionico,  quella tra San Mauro Forte, Ferrandina e Craco, ma anche quella tra Senise,  Sant’Arcangelo e Colobraro,  nonchè di alcune aree della Fossa Bradanica al confine con la Puglia. Che bello averlo visto ed ascoltato nello splendido scenario dei calanchi! Per un approfondimento si rimanda ad un interessante articolo del naturalista  ed ornitologo Egidio Fulco (Un mediorientale in vista in Basilicata: Lo Zigolo capinero). Per l’articolo clicca qui

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Il canto dello Zigolo capinero tra i calanchi di San Mauro Forte:
Zigolo capinero San Mauro Forte

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mag 11

Parco nazionale dell’Appennino lucano.

Le prime due uscite del mese di Maggio sono state dedicate alla scoperta di nuovo angoli del Parco nazionale dell’Appennino lucano, tra le valli del Camastra e l’Alta Valle dell’Agri nei territori comunali di Calvello, Marsico nuovo, Marsico vetere, Abriola e Sasso di Castalda. Questo periodo è senza dubbio uno dei più belli ed interessanti per camminare tra boschi e praterie in fiore, la Primavera risveglia la Natura che si accende dei tenui colori delle faggete tappezzate da estese formazioni di Aglio orsino. La visita al magnifico Bosco Raimondo, ai suoi faggi colonnari, ai tassi ed agli agrifogli dal colore verde cupo, resterà memorabile per l’avvistamento della preziosa Balia dal collare, un piccolo passeriforme migratore che dall’Africa subsahariana ritorna in Basilicata per nidificare nelle nostre migliori foreste di faggio e cerro;  oppure l’emozionante canto del Picchio rosso mezzano che eccheggia nei boschi del Monte Arioso, ma anche la splendida Fritillaria sui pascoli del Monte Calvelluzzo. Bellissimo anche il Bosco della Lama, ricco di vetusti cerri e faggi e dal fittissimo sottobosco di agrifogli. Interessanti anche gli antichi rimboschimenti, che oltre ad aver svolto un importante ruolo di protezione del suolo, ospitano oggigiorno un’avifauna legata alle conifere. Ricorderò anche il bellissimo Luì verde che con il suo caratteristico trillo è di casa tra le spettacolari faggete di quest’area della Basilicata oppure il delicato e dolce canto della piccola Cincia mora. Per non dimenticare la  Rana appenninica che “nuotava” tra le pozze di un tranquillo angolo di bosco e le tante colorate orchidee che assieme a narcisi e anemoni dell’Appennino colorano i prati ed i pascoli.

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La splendida Balia dal collare nel fantastico Bosco Raimondo.
Balia dal collare Bosco Raimondo

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apr 15

Foce del Bradano: inanellamento dei piccoli passeriformi.

Un’interessante iniziativa del Corpo forestale dello Stato in collaborazione con lo Studio Milvus del dott. Egidio Fulco esperto naturalista ed ornitologo lucano. La ricerca mira a studiare le migrazioni dei piccoli passeriformi presso la Foce del Bradano, area protetta da una riserva naturale dello stato, da un Sito d’ Importanza comunitaria nonchè interessata da un progetto LIFE del Corpo forestale dello Stato volto alla tutela ed al miglioramento degli ambienti naturali di questa importante area costiera. Un’altra meritevole iniziativa scientifica volta a far conoscere la Natura della nostra Basilicata.

Scarica il documento cliccando QUI

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